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Padule di Diaccia Botrona

Diaccia Botrona

Data:

Luglio 30, 2021

Orario:

10:30 am

Luogo:

Diaccia Botrona

In Rete Natura 2000, l’area del Padule di Diaccia Botrona (SIC, cioè Sito di Importanza Comunitaria, nonché SIR, cioè Sito di Importanza Regionale della Toscana) è designata come ZSC – ZPS IT51 A0011 in base alla Direttiva “Habitat” n.92/43/CEE, con D.M. 24/05/2016 e in base alla Direttiva “Uccelli” n.2009/147/CE con D.C.R. n.6 del 21/01/2004.

Come raggiungere il punto di partenza

Da Castiglione della Pescaia, tramite la Strada n° 3 del Padule o la Strada Statale n° 322 delle Collacchie, si raggiunge il Ponte Giorgini che attraversa il fiume Bruna. Quindi si svolta in direzione opposta al mare e si procede lungo la strada asfaltata che prosegue parallelamente al fiume. Dopo circa 2 km si giunge all’area parcheggio della Riserva Naturale Diaccia Botrona.

Partenza alle 10.30 circa dall’area parcheggio della Riserva Naturale Diaccia Botrona.

Il Padule di Diaccia Botrona è una delle più importanti aree della Toscana per lo svernamento, la sosta e la nidificazione di numerose specie di uccelli. All’interno della Riserva sono state censite oltre 200 specie di uccelli che si alternano durante l’arco dell’anno tra cui gli anatidi, i limicoli, gli ardeidi e gli eleganti fenicotteri rosa. Costante la presenza anche del falco pescatore.

L’area si estende oltre 700 ettari, lembo residuo della zona umida salmastra di 120 kmq che fu l’antico Lago Prile. La palude si è formata con il progressivo chiudersi del tombolo che separava il lago dal mare.

La palude, originariamente dulciacquicola e coperta da estesi fragmiteti, negli ultimi 30 anni si è rapidamente trasformata in una laguna salmastra a causa dell’ immissione di acque reflue di origine marina. I continui e quasi impenetrabili canneti a Phragmites australis che sino a pochi anni orsono occupavano gran parte dell’ambiente palustre, sono oggi assai ridotti e in pessimo stato di conservazione, sostituiti da formazioni vegetali caratteristiche delle paludi salmastre, a dominanza di Salicornie come Arthrocnemum fruticosum e Halimione portulacoides. Il padule ospita ancora aree piuttosto ampie con vegetazione caratterizzata da giuncheti a dominanza di Juncus effusus, Schoenoplectus lacustris e Bolboschoenus maritimus, la cui floridità dipende strettamente dalla copiosità delle piogge primaverili. Procedendo verso la costa le specie legate alle acque dolci scompaiono del tutto, ed in prossimità del mare vi sono estesi salicornieti a dominanza di Salicornia europaea e giuncheti a Juncus acutus. La zona paludosa è separata dal litorale da una pineta a Pinus pinea ampiamente autoriproducentesi e ricca di sottobosco e da una fascia di bosco e macchia mediterranea; queste formazioni, diffuse anche nelle colline circostanti, sono caratterizzate dalla presenza di leccio Quercus ilex, sughera Q. suber, roverella Q. pubescens, corbezzolo Arbutus unedo, ginepro Juniperus sp.pl., rosmarino Rosmarinus officinalis e cisti Cistus sp.pl.

Nella zona presso la palude sono presenti centinaia di ettari di pineta che segnano la linea di costa da Castiglione della Pescaia in direzione di Marina di Grosseto.

L’ambiente palustre ha una profondità media di 30-40 cm e comunica indirettamente con il mare tramite canalizzazione.

La Casa Rossa, o Fabbrica delle Cateratte, fu costruita nel 1765 dal matematico gesuita Leonardo Ximenes su incarico del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena. La costruzione della Fabbrica delle Cateratte era finalizzata al controllo del flusso delle acque in entrata e uscita tra la palude e il mare. La Casa Ximenes ospita oggi il Centro Visite a servizio della Riserva, preposto all’accoglienza, informazioni e prenotazioni e rappresenta punto di partenza per le escursioni in barchino e per le numerose attività proposte. La Casa Rossa è inoltre sede del Museo Multimediale Interattivo realizzato da Mizar, agenzia per la divulgazione scientifico e  progettato dal noto fisico Paco Lanciano. Il particolare percorso didattico si sviluppa in tre parti e su due piani della Casa Museo: un originale documentario sulla Diaccia Botrona, integrato con proiezione sul plastico della zona, accoglie i visitatori mostrando come l’ambiente attuale sia il risultato dell’evoluzione naturale e degli interventi umani nel corso della storia. Nella seconda parte del percorso il visitatore partecipa ad un gioco di riconoscimento del volo degli uccelli all’interno di una stanza che simula un capanno di avvistamento (capanno virtuale). L’esplorazione si conclude con la proiezione interattiva di immagini e puzzle sul pavimento in legno che si trasforma in un divertente “tappeto sensibile”.

Durante l’estate, nelle ore più fresche, gli uccelli adulti sono in movimento alla ricerca di cibo necessario ad allevare i propri piccoli, con un po’ di attenzione sarà possibile vedere i giovani mentre esplorano il nuovo ambiente sotto lo sguardo vigile dei genitori. Dalla fine di luglio iniziano a fiorire le piante di liquirizia, limonium, enula che donano un tocco di colore alla palude. In questa stagione i livelli delle acque si abbassano sensibilmente facendo emergere vaste superfici di fango che attirano tantissime specie di limicoli come la pettegola, la pantana, il totano moro e i chiurli che, con il loro lungo e sottile becco, si muovono alla ricerca di piccoli invertebrati.

Per la tappa successiva, il pernottamento consigliato è a Castiglione della Pescaia (Camping o B&B) per cui si prega ogni partecipante di prenotare prima della partenza o richiedere disponibilità. 

 

Itinerario non più disponibile

Luogo:

  • Diaccia Botrona
  • in Costa degli Etruschi

Dettaglio del percorso

  • Luglio 30, 2021 10:30 am - 8:00 pm
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